La fondazione della città fu programmata dall’imperatore
Federico II di Svevia intorno al 1254 (1245) su richiesta
dei leggendari 99 castelli del territorio circostante.
Distrutta pochi anni dopo da Manfredi, fu ricostruita nel
1266 ad opera di Carlo I d’Angiò che la fece
cingere di mura.
Sotto gli Aragonesi divenne la seconda città del
regno dopo Napoli, decadde nel XV secolo in seguito alle
guerre tra Francia e Spagna, subì inoltre gravi terremoti
tra cui ricordiamo quelli del 1646 e del 1703.
Numerose sono le chiese all’interno di questa città
ma la più significativa tra tutte è sicuramente
Santa Maria di Collemaggio.
Iniziata nel 1287 per volontà del futuro papa Celestino
V, presenta una originale facciata a disegni geometrici
di lastre bianche e rosa. Dei tre portali a tutto sesto
quello centrale è in stile gotico riferibile al XV
secolo; il rosone più grande è un bellissimo
esempio di gotico fiorito, costituito da un doppio giro
di colonne tortili.
L’interno è a tre navate divise da archi
a sesto acuto e, dopo i restauri degli anni ’70 che
hanno distrutto le aggiunte barocche ha ripreso la primitiva
veste. In fondo alla navata di destra si trova il mausoleo
di S. Pietro Angelerio, eletto papa a Collemaggio nel 1294
col nome di Celestino V.
La chiesa di San Berardino fu edificata
nel 1454 per volere di S. Giovanni da Capestrano, discepolo
di S. Bernardino da Siena. La facciata fu iniziata nel 1525
da Cola dell’Amatrice presenta tre ordini sovrapposti.
L’interno, a tre navate, fu completamente ricostruito
dopo il terremoto del 1703 e oggi si presenta barocco. Splendido
il soffitto in legno e oro zecchino dipinto da Ferdinando
Mosca da Pescocostanzo(1723-1727).
Tra le varie opere ricordiamo la pala in terracotta smaltata
di Andrea della Robbia (nipote di Luca) e l’imponente
mausoleo di S. Bernardino, che contiene il corpo del santo,
opera di Silvestro dell’Aquila (1505).
All’interno della città dell’Aquila
si trova anche il Castello, una poderosa
fortezza a pianta quadrata con possenti bastioni angolari
e circondato da una ampio e profondo fossato.
Si accede attraverso un ponte di pietra fino all’ingresso
che presenta un prezioso portale in pietra sormontato dallo
stemma di Carlo V. Lo spessore della muratura va da 10 metri
alla fondazione fino ai 5 della sommità, l’altezza
totale è di 30 metri.
Il Forte Spagnolo fu eretto per volere di Don Pedro di
Toledo, nominato viceré nel 1532 durante la dominazione
spagnola nell’Italia meridionale, e progettato dall’architetto
spagnolo Pirro Aloisio Scivà.
Mai utilizzato nel corso di importanti operazioni militari,
fu gravemente danneggiato nell’ultimo conflitto mondiale
e oggi, ristrutturato è sede del Museo Nazionale
d’Abruzzo.
All’interno del museo si
trova, al piano terra, l’enorme scheletro di Elephans
Meridionalis, rinvenuto presso l’Aquila nel
1954 e anche materiale proveniente dai popoli italici e
dalle antiche città romane; al piano superiore sono
raccolte opere di scuola abruzzese dal XIII al XVIII secolo.
All'interno della città, di notevole interesse è
anche la Casa Museo Signorini Corsi, dimora
della famiglia di mercanti aquilani, nelle cui sale si possono
ammirare, oltre a pregevoli arredi settecenteschi, una preziosa
collezione di dipinti.
Una nota particolare merita l’originale
Fontana delle 99 Cannelle poste a ridosso di tre
alte pareti rivestite a scacchi in pietra bianca e rosa.
I mascheroni dai quali esce l’acqua ricordano i 99
castelli che edificarono la città. Sulla parete di
fronte una lapide ne ricorda l’autore: Tangredus de
Pentoma de Valva e la data è 1272.
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