Campli

Il territorio di Campli ha avuto fin dall’antichità insediamenti propri, come dimostrano i ritrovamenti della necropoli di Campovalano che risalgono al VI – V secolo a.C.
Anche dell’epoca romana ci sono stati diversi ritrovamenti, come il frammento di un'epigrafe dedicata a Giulio Cesare o il frammento di un sarcofago del III – IV secolo d.C. conservato nella chiesa di S. Pietro.
Ma è nel XVI secolo che Campli acquisì potenza e floridezza, quando divenne feudo farnesiano; nel 1520 ebbe il primo teatro d’Abruzzo, e la sua popolazione passò dai 3.700 del 1532 ai circa 5.400 del 1561. Nel 1600 ebbe il titolo di città e vi fu eretto il Vescovato (abolito dopo 218 anni).

La chiesa di S. Paolo è ricordata soprattutto per la presenza della Scala Santa.
Fu papa Clemente XIV ad attribuire nel 1772 questo privilegio alla città di Campli, grazie al paziente lavoro dell’avvocato Gianpalma Palma, che voleva in questo modo risollevare le sorti della città fiaccata da un lungo periodo di crisi.
I 28 gradini di legno, da salire in ginocchio, donano ai fedeli l’assoluzione dai propri peccati e, in alcuni giorni l’Indulgenza Plenaria.
Affascinanti le simbologie delle decorazioni. Si sale tra sei dipinti che raccontano momenti della passione di Cristo, si arriva nel Sancta Santorum dove c’è l’altare del Salvatore e si ridiscende (da un’altra scala), in piedi, accompagnati dalle scene gioiose della Resurrezione.


Il Museo Nazionale Archeologico è situato nell’ex edificio conventuale nei pressi della chiesa di S. Francesco. Raccoglie i reperti archeologici rinvenuti nella Necropoli di Campovalanonel 1967.
Gli scavi hanno portato alla luce numerose tombe che hanno permesso di di ricostruire, attraverso i corredi funerari, lo stile di vita della popolazione picena.


Tra i tanti tesori di questa cittadina cominciamo dalla Chiesa di S. Maria in Platea. Questa chiesa eretta nel XIV secolo, presenta una facciata settecentesca opera di Giovanni Fontana da Penne,e una torre campanaria la cui base è romanica, mentre il soprastante prisma ottagonale è di Antonio da Lodi.



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